Bonus Ristrutturazioni 2025: Detrazione 50% Prima Casa, Guida Completa

Il bonus ristrutturazioni resta al 50% per la prima casa anche nel 2025, ma con regole diverse. Ecco le aliquote aggiornate, i tetti di spesa e come non perdere la detrazione.

Tempo di lettura: 9 minuti · Ultimo aggiornamento: Marzo 2026

In sintesi

  • Prima casa 2025 — detrazione al 50% su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare
  • Seconde case 2025 — detrazione ridotta al 36% su un massimo di 48.000 euro
  • Ripartizione — in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi
  • Attenzione — cessione del credito e sconto in fattura non sono più disponibili dal 2024

Bonus ristrutturazioni 2025: cosa è cambiato

La Legge di Bilancio 2025 ha modificato in modo significativo il bonus ristrutturazioni rispetto al 2024. La novità principale riguarda la distinzione tra prima casa e altri immobili, che prima non esisteva.

Per la prima casa (abitazione principale), la detrazione resta al 50% su un tetto di 96.000 euro — esattamente come nel 2024. Per le seconde case e gli altri immobili, l’aliquota scende al 36% con un tetto di 48.000 euro. Questa differenza rende ancora più importante pianificare i lavori sulla prima casa finché l’agevolazione è piena.

Un’altra modifica rilevante: dal 2024 non è più possibile optare per la cessione del credito né per lo sconto in fattura. L’unica modalità di fruizione è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Questo significa che serve avere capienza fiscale sufficiente per sfruttare il beneficio.

Quali lavori rientrano nel bonus

Il bonus ristrutturazioni copre una gamma ampia di interventi edilizi. La distinzione fondamentale è tra lavori su singole unità immobiliari e lavori sulle parti comuni condominiali, perché le regole cambiano.

Ingresso bilocale dopo la ristrutturazione a Milano

Per le singole unità immobiliari, rientrano nel bonus gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. In concreto: rifacimento bagni e cucine, sostituzione di impianti elettrici e idraulici, abbattimento e ricostruzione di tramezze, realizzazione di controsoffitti, sostituzione di infissi con modifica di materiale o tipologia.

Per le parti comuni condominiali, è agevolata anche la manutenzione ordinaria: tinteggiatura delle facciate, riparazione di tetti e grondaie, sostituzione di pavimentazioni negli spazi comuni.

Manutenzione ordinaria e straordinaria

La differenza è cruciale e genera spesso confusione. La manutenzione ordinaria comprende interventi che non modificano la struttura: tinteggiatura interna, sostituzione di pavimenti senza modifiche strutturali, riparazione di intonaci. Questi lavori sono detraibili solo sulle parti comuni, non sul singolo appartamento.

La manutenzione straordinaria include interventi che innovano o sostituiscono parti dell’edificio: rifacimento completo del bagno, sostituzione dell’impianto elettrico, installazione di un ascensore, realizzazione di un soppalco. Questi sono detraibili sia sulle parti comuni che sul singolo appartamento.

Se stai pianificando un intervento completo che tocca più ambienti — bagno, cucina, impianti — una ristrutturazione chiavi in mano ti permette di gestire tutto con un unico interlocutore e massimizzare la detrazione su tutti gli interventi.


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Come ottenere la detrazione passo per passo

Per non perdere il diritto alla detrazione, ogni passaggio deve essere eseguito correttamente. Ecco la procedura completa:

  • Comunicazione all’ASL — obbligatoria quando prevista dalla normativa sulla sicurezza nei cantieri (lavori con più imprese o durata superiore a determinati limiti)
  • Titolo abilitativo — CILA, SCIA o permesso di costruire a seconda del tipo di intervento. Per la manutenzione straordinaria leggera basta la CILA
  • Bonifico parlante — il pagamento deve essere tracciabile tramite bonifico bancario o postale “parlante”, con indicazione della causale (art. 16-bis DPR 917/86), codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa
  • Comunicazione ENEA — obbligatoria entro 90 giorni dalla fine dei lavori per interventi che comportano risparmio energetico (infissi, caldaie, isolamento)
  • Dichiarazione dei redditi — inserire la spesa nel modello 730 o Redditi PF, indicando la prima rata delle 10 quote annuali

Il bonifico parlante è il punto più critico. Le banche e le Poste dispongono di moduli precompilati per i bonifici per ristrutturazione edilizia. Attenzione: un bonifico ordinario, anche se tracciabile, non è sufficiente. Deve contenere la causale normativa, il codice fiscale e la partita IVA. In caso di errore, la detrazione si perde.

Errori comuni che fanno perdere il bonus

Nella nostra esperienza, gli errori più frequenti che portano alla perdita della detrazione sono:

  • Pagamento non conforme — assegni, contanti, o bonifici senza la causale corretta
  • Mancata comunicazione ENEA — dimenticare l’invio entro i 90 giorni per gli interventi energetici
  • Lavori senza titolo abilitativo — iniziare i lavori senza CILA o SCIA comporta l’abusivismo edilizio
  • Fatture intestate a persona diversa — il beneficiario della detrazione deve corrispondere a chi paga e a chi è intestata la fattura
  • Superamento del tetto di spesa — le spese oltre i 96.000 euro (o 48.000 per seconde case) non sono detraibili
Cantiere ristrutturazione bagno con tracce impianto idraulico a parete

Un aspetto spesso sottovalutato: se vendi l’immobile prima della fine dei 10 anni di ripartizione, le quote residue passano automaticamente all’acquirente, a meno che non si specifichi diversamente nell’atto di vendita. Se vuoi mantenere il diritto alle quote restanti, devi indicarlo esplicitamente nel rogito.

Cumulabilità con altri bonus edilizi

Il bonus ristrutturazioni non è cumulabile con altre detrazioni sugli stessi lavori. Se un intervento rientra sia nel bonus ristrutturazioni che nell’ecobonus (detrazione per risparmio energetico), devi scegliere quale dei due applicare.

Puoi invece combinare detrazioni diverse su lavori diversi nello stesso cantiere. Ad esempio: bonus ristrutturazioni per il rifacimento del bagno e del rifacimento cucina, e il bonus barriere architettoniche 75% per l’installazione di una doccia a filo pavimento conforme al DM 236/1989. Il risparmio complessivo può essere notevole se il progetto viene impostato correttamente fin dall’inizio.

Anche il bonus mobili è cumulabile: se effettui una ristrutturazione, puoi detrarre il 50% della spesa per mobili ed elettrodomestici (classe A o superiore) fino a 5.000 euro. Il requisito è che l’acquisto avvenga nello stesso anno o in quello successivo all’inizio dei lavori.

Domande Frequenti

Il bonus ristrutturazioni è ancora al 50% nel 2025?

Sì, ma solo per la prima casa. Per l’abitazione principale la detrazione resta al 50% su 96.000 euro. Per le seconde case e gli altri immobili, l’aliquota scende al 36% su 48.000 euro. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto questa distinzione.

Posso ancora cedere il credito o avere lo sconto in fattura?

No. Dal 2024 la cessione del credito e lo sconto in fattura non sono più disponibili per il bonus ristrutturazioni. L’unica modalità di fruizione è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi, ripartita in 10 quote annuali.

Quanto posso risparmiare con il bonus ristrutturazioni sulla prima casa?

Con il tetto di 96.000 euro e la detrazione al 50%, il risparmio massimo è di 48.000 euro ripartiti in 10 anni (4.800 euro all’anno). Per una ristrutturazione completa di un bilocale a Milano, con una spesa media tra 30.000 e 50.000 euro, il beneficio va da 15.000 a 25.000 euro.


Il bonus ristrutturazioni resta uno strumento potente per chi investe nella propria casa, soprattutto se si tratta della prima abitazione. La chiave è impostare i lavori e le pratiche correttamente fin dall’inizio, evitando gli errori che fanno perdere la detrazione. Un’impresa strutturata che gestisca il cantiere e la documentazione fiscale in modo integrato fa la differenza.

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