Bonus Barriere Architettoniche 75%: Guida Completa 2026

Ascensore, rampa, bagno accessibile: la detrazione del 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche esiste ancora nel 2026. Ecco come funziona davvero e cosa rientra.

Tempo di lettura: 8 minuti · Ultimo aggiornamento: Marzo 2026

In sintesi

  • Detrazione del 75% — sulle spese per eliminare barriere architettoniche in edifici esistenti
  • Tetti di spesa — da 30.000 a 50.000 euro a seconda del tipo di edificio
  • Interventi ammessi — ascensori, montacarichi, rampe, bagni accessibili, automazione impianti
  • Consiglio pratico — affidarsi a un’impresa che gestisca pratiche e lavori insieme, per non perdere il beneficio fiscale

Bonus barriere architettoniche 75%: come funziona

Il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche permette di detrarre il 75% delle spese sostenute per interventi che migliorano l’accessibilità di edifici già esistenti. La detrazione è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2022 e successivamente prorogata: ad oggi è confermata fino al 31 dicembre 2025, con possibilità di ulteriore estensione.

La detrazione viene ripartita in 5 quote annuali di pari importo. In alternativa, il contribuente può optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura, a condizione che l’intervento rientri nei requisiti previsti dal decreto. Questa flessibilità rende il bonus particolarmente vantaggioso per chi non ha capienza fiscale sufficiente a sfruttare la detrazione diretta.

A differenza di altri bonus edilizi, l’agevolazione per le barriere architettoniche non riguarda solo le persone con disabilità: ne può beneficiare qualsiasi proprietario o condominio che realizzi interventi conformi ai requisiti tecnici previsti dal DM 236/1989. Questo significa che anche chi ristruttura un bagno o installa un montacarichi per comodità, e non per necessità certificata, può accedere al beneficio.

Quali interventi rientrano nella detrazione

Gli interventi ammessi coprono un ventaglio ampio di lavori, purché finalizzati a eliminare o ridurre le barriere architettoniche secondo le norme tecniche vigenti. Ecco le categorie principali:

Ingresso accessibile con ascensore moderno senza barriere architettoniche

Gli interventi più comuni includono l’installazione di ascensori e montacarichi, la realizzazione di rampe in sostituzione di gradini, l’allargamento di porte e corridoi, e la sostituzione di pavimentazioni che ostacolano la mobilità. Rientrano anche i lavori di automazione degli impianti (porte automatiche, tapparelle motorizzate, sistemi domotici) se collegati al superamento di barriere.

Un aspetto importante: la detrazione copre anche le spese accessorie come lo smaltimento dei vecchi impianti e le opere murarie necessarie all’installazione.

Lavori su bagno e ambienti interni

Tra gli interventi più richiesti c’è la ristrutturazione del bagno per renderlo accessibile: sostituzione della vasca con doccia a filo pavimento, installazione di maniglioni e sedili ribaltabili, rubinetteria con leva ergonomica, sanitari sospesi ad altezza regolabile. Questi lavori, se conformi al DM 236/1989, rientrano pienamente nella detrazione del 75%.

Anche l’adeguamento di cucine e ambienti comuni può essere agevolato: piani di lavoro ad altezza accessibile, aperture automatizzate, eliminazione di dislivelli tra stanze. Se stai considerando un intervento completo, una ristrutturazione dell’appartamento che includa l’abbattimento delle barriere ti permette di massimizzare il beneficio fiscale su più ambienti contemporaneamente.


Vuoi rendere la tua casa accessibile sfruttando il bonus 75%?

Richiedi un preventivo gratuito e un sopralluogo senza impegno. Ti guidiamo nella scelta degli interventi ammessi e nella gestione delle pratiche fiscali.


Tetti di spesa e ripartizione della detrazione

I limiti massimi di spesa su cui calcolare la detrazione del 75% variano in base alla tipologia dell’edificio:

  • 50.000 euro — per edifici unifamiliari o unità indipendenti con accesso autonomo
  • 40.000 euro per unità — per edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari (moltiplicato per il numero di unità)
  • 30.000 euro per unità — per edifici con più di 8 unità immobiliari

Facciamo un esempio concreto: in un condominio di 10 appartamenti, il tetto complessivo è di 300.000 euro (30.000 × 10). Con la detrazione al 75%, il beneficio fiscale totale può arrivare a 225.000 euro, ripartiti in 5 anni. Per un intervento su un’abitazione singola, il massimo detraibile è 37.500 euro (75% di 50.000).

Attenzione: i lavori condominiali richiedono l’approvazione dell’assemblea con la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore millesimale dell’edificio. Una soglia relativamente bassa, che facilita la decisione.

Requisiti tecnici e normativa di riferimento

Per accedere alla detrazione, gli interventi devono rispettare i requisiti tecnici del DM 236/1989 (Ministero dei Lavori Pubblici). Questo decreto stabilisce le prescrizioni tecniche per garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici.

Tra i parametri più importanti: larghezza minima delle porte (80 cm), spazi di manovra per sedie a rotelle (diametro 150 cm), pendenza massima delle rampe (8%), altezza dei comandi e degli interruttori (tra 40 e 140 cm da terra). Un tecnico abilitato deve asseverare la conformità degli interventi a queste specifiche.

Bagno moderno attrezzato per accessibilità e mobilità ridotta

Dal 2024, la normativa ha introdotto ulteriori restrizioni: il bonus al 75% è riservato esclusivamente agli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche in senso stretto. Sono esclusi lavori generici di ristrutturazione che non abbiano una finalità specifica di accessibilità. In pratica, non basta sostituire la vasca con una doccia: l’intervento deve rispettare tutti i parametri del DM 236/1989 e deve essere documentato con asseverazione tecnica.

Questo è un punto cruciale che molti sottovalutano. Se il progetto non viene impostato correttamente fin dall’inizio, si rischia di perdere l’agevolazione. Per questo è importante affidarsi a un’impresa che conosca la normativa e possa gestire sia i lavori che la parte burocratica — come avviene con una ristrutturazione chiavi in mano.

Come richiedere il bonus barriere architettoniche

La procedura per accedere alla detrazione prevede alcuni passaggi obbligatori. Ecco cosa serve:

  • Asseverazione tecnica — un professionista abilitato certifica che i lavori rispettano il DM 236/1989
  • Visto di conformità — necessario solo se si opta per cessione del credito o sconto in fattura
  • Pagamento tracciabile — bonifico parlante con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa
  • Comunicazione ENEA — obbligatoria entro 90 giorni dalla fine dei lavori
  • Conservazione documentale — fatture, bonifici, asseverazione, delibera condominiale (se applicabile)

Il bonifico parlante è lo strumento di pagamento obbligatorio: nella causale va indicata la norma di riferimento (art. 119-ter del DL 34/2020), il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa. Qualsiasi pagamento non tracciabile — contanti, assegni — comporta la perdita totale del diritto alla detrazione.

La comunicazione all’ENEA va effettuata entro 90 giorni dalla fine dei lavori attraverso il portale dedicato. Se hai in programma anche altri interventi di efficientamento energetico, potrebbe interessarti la direttiva europea Casa Green e le sue implicazioni per gli immobili italiani.

Domande Frequenti

Il bonus barriere architettoniche vale anche per chi non ha disabilità?

Sì. La detrazione del 75% è accessibile a qualsiasi proprietario o condominio, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilità. L’unico requisito è che gli interventi rispettino le specifiche tecniche del DM 236/1989 per l’accessibilità degli edifici.

Posso usare il bonus per sostituire la vasca con una doccia?

Sì, ma solo se l’intervento è progettato per garantire l’accessibilità secondo i parametri normativi: doccia a filo pavimento, dimensioni minime dello spazio di manovra (150 cm di diametro), maniglioni, sedile ribaltabile. Una semplice sostituzione estetica non è sufficiente.

Quanto posso risparmiare con il bonus barriere architettoniche?

Su un’abitazione singola, con un tetto di spesa di 50.000 euro, il risparmio massimo è di 37.500 euro (il 75%), ripartiti in 5 anni. Per un bagno accessibile completo, con una spesa media tra 8.000 e 15.000 euro, il beneficio effettivo va da 6.000 a oltre 11.000 euro.


L’eliminazione delle barriere architettoniche non è solo un obbligo normativo per i nuovi edifici: è un’opportunità concreta per migliorare la vivibilità della propria casa, con un vantaggio fiscale importante. La cosa fondamentale è impostare il progetto correttamente fin dall’inizio, con un’impresa che conosca sia la parte tecnica che quella burocratica.

Vuoi ristrutturare casa?

Preventivo e sopralluogo gratuiti. Contattaci per una consulenza senza impegno.

Si è verificato un problema.
Richiesta inviata con successo! Ti stiamo reindirizzando...
Inserisci il tuo nome.
Inserisci un'email valida.
Telefono non valido.
Inserisci un CAP valido (5 cifre).
Inserisci l'indirizzo.
Inserisci un numero valido.
Seleziona una tipologia.
Seleziona una tempistica.
Devi accettare la privacy per procedere.